Sensitività: Attenzione ai falsi messaggi

Mi sento di scrivere questo articolo in risposta a chi mi ha posto delle domande, al riguardo, citandomi degli esempi con cui tutti noi veniamo in contatto. Ci sono delle cose che bisogna tenere bene a mente, così, ecco un altro breve decalogo riepilogativo che, spero, possa essere utile a tutti i Guaritori Spirituali e a chi, possedendo dei carismi, è chiamato a dare il suo contributo nella sua società, piccola o grande che sia:

1)      Siamo esseri umani. Per quanto elevato possa essere il nostro spirito, conserviamo dei limiti che ci vengono donati per ricordarci che non siamo onnipotenti. Non possediamo risposte per tutto e non dobbiamo forzarci nel cercarle se non le percepiamo: il rischio è permettere all’Ego e alla mente di subentrare al posto dell’intuito, con parole che non vengono dallo spirito ma da vibrazioni più basse che noi stessi evochiamo, pur di sentirci all’altezza della domanda. Quando non si ha nulla da dire, è sufficiente ammetterlo: le nostre energie non sono inesauribili e la stanchezza non è qualcosa da cui fuggire. Le fragilità ci rendono ancora più empatici e capaci di comprendere maggiormente lo stato d’animo dell’altro, e la vicinanza emotiva è già di per sé una forma di messaggio d’amore che siamo in grado di mandare, anche solo col pensiero. Non abbiamo bisogno di altro.

2)      Ci è stato chiesto di amare. Non ci è chiesto di giudicare, di selezionare, di fare preferenze. Tutti gli esseri umani hanno pari dignità e lo stesso bisogno di essere ascoltati e compresi: sta a loro decidere di recepire ciò che è utile per le loro vite. A noi spetta dare ciò che possiamo, sapendo che potrebbe anche non servire se l’altro non è pronto o, semplicemente, se ci sta mettendo alla prova. I messaggi di divisione non vengono da fonti elevate e non devono mai essere ascoltati. Chi, tra le Schiere Celesti, potrebbe mai dare indicazioni su chi scegliere e chi no? Nemmeno i nemici vengono giudicati: nei messaggi ci è data la possibilità di comprendere in modo autonomo con chi possiamo aprirci liberamente. Chi vive nelle ombre viene automaticamente allontanato dalla nostra Luce, una Luce che viene dal cuore e che non deve mai essere spenta per nessuno: abbiamo tutti la possibilità di redimerci, fino all’ultimo istante della nostra vita terrena.

3)      Non siamo oracoli. Le nostre parole devono servire solo a far crescere negli altri una riflessione spontanea che possa risvegliare la coscienza sopita, ma non ci è chiesto di imporre le nostre idee. E’ molto facile chiedere di seguire alla lettera ciò che ci viene comunicato nei messaggi ma spesso essi sono rivolti a noi, per la nostra crescita personale, e l’unica cosa che possiamo fare è condividerli con chi desidera far parte della nostra vita con altrettanto altruismo, senza curiosità morbose che creano solo inutili dipendenze. Noi abbiamo il dovere di favorire l’autonomia e la libertà altrui e, se dall’altra parte c’è chiusura, ci viene chiesto di fare un passo indietro e di permettere alle persone di avere il tempo necessario per maturare delle consapevolezze, indipendentemente da noi. Qualcuna di loro può decidere di tornare a chiudersi in se stessa, qualcun’altra può cercarci di nuovo o rivolgersi ad altri o, meglio ancora, apprendere con le sue sole forze. In ogni caso, non abbiamo il diritto di imporre nulla di ciò che crediamo possa essere utile e che, spesso, viene solo dal nostro Ego.

4)      Mai perpetuare le negatività. C’è chi ne parla in continuazione, alludendo a nodi karmici, blocchi animici, e molti atri termini che, personalmente, trovo sinonimi di uno stesso concetto: più si dà peso a questi piccoli ostacoli, più essi diventano macigni, zavorre inutili, anche quando, semplicemente, un individuo può trovarsi a vivere un periodo di stanchezza fisica facilmente risolvibile con un adeguato riposo. Non tutto ciò che viviamo come malattia o disturbo ha un’origine energetica: siamo fatti di carne e sangue e la nostra mente decide spesso di prevalere sull’istinto buono, quello che ci porta a seguire i nostri desideri più profondi. Trovo molto deleterio soffermarsi su ombre che possono essere spazzate via dalla Luce e anche ingannevole far leva su di esse come se fossero l’unica spiegazione ai nostri disagi umani.

5)      Non coinvolgere mai il credo religioso. Abbiamo il compito di rispettare tutte le fedi, ed esse non sono in contrasto con i messaggi. I Maestri o le Guide (chiamatele come volete) non fanno alcuna distinzione di Leggi Divine seguite dagli esseri umani: a loro interessano la costruzione, l’unione, l’amore, l’accoglienza, la mancanza di giudizio, l’evoluzione personale e collettiva, la rinascita interiore, il risveglio della coscienza. Non hanno bisogno di servirsi di Angeli, Arcangeli, personaggi di altro tipo da invocare nelle preghiere; non incitano alla magia; non utilizzano un linguaggio simile al training autogeno; non invitano a rituali e non danno istruzioni al riguardo. Il loro compito è quello di condividere ciò che sanno, affinché noi possiamo apprendere, condividere, confrontarci, integrare e condividere. Chi afferma di ricevere messaggi da Schiere Celesti sa quale tipo di informazioni riceverà da esse e non confonde il linguaggio umano con quello che arriva da fonti più elevate. E ciò porta al punto seguente:

6)      E’ necessario il discernimento. Dobbiamo mettere in discussione ciò che percepiamo, allontanando da noi le proiezioni mentali e quello che fa parte di questa dimensione. Non è vero che i Maestri usano concetti e tradizioni di questo livello per farci comprendere: loro devono portarci all’elevazione, non farci crogiolare nell’apprendimento di tradizioni folkloristiche che seguono le mode e poi finiscono nel dimenticatoio. Il sapere più antico è stato tramandato oralmente e, per molti secoli, non ha avuto bisogno di essere scritto. Rileggere le proprie canalizzazioni è molto importante per stabilire quali siano i simboli davvero interessanti da approfondire e ciò che, invece, è solo una proiezione mentale verbalizzata e di poco valore. Dobbiamo imparare ad eliminare tutto il possibile per ridurre all’osso il messaggio più importante che, spesso, è fatto di poche parole. Il resto fa solo grande risonanza ma è un linguaggio settario, ambiguo, prevaricatorio e dannoso per chi non ha trovato la forza di agire in modo autonomo.

7)      Il confronto favorisce nuovi stimoli. Interagire tra di noi è un ottimo esercizio per vedere le cose da un punto di vista diverso. Siamo complementari gli uni con gli altri e, sebbene con compiti differenti, siamo tutti chiamati a fare qualcosa di utile per la collettività. Chi crea un muro, è probabile che non sia in contatto con vibrazioni luminose. La paura del diverso non viene dai Maestri.

8)      Non siamo insegnanti. E’ inutile che pensiamo di esserlo: anche noi dobbiamo imparare, sempre di più, man mano che l’obiettivo diventa sempre più alto e ci viene chiesto di faticare per apprendere. In quei momenti di stanchezza, è sempre bene chiarire il momento vissuto con chi, insistendo, continua a chiedere qualcosa che non siamo in grado di dare durante il processo di trasformazione. Impariamo ad essere allievi, non solo ogni tanto, ma tutti i giorni: siamo ciò che siamo grazie a chi ci stimola con le sue domande e a qualcosa che ci è stato dato per comprenderle. Ma a nostra coppa non è infinitamente piena: come esseri umani, dobbiamo avere l’umiltà di accettare che l’ultimo tra gli ultimi venga a riempirla con la sua piccola borraccia, magari logora e piena di buchi, ma sicuramente colpa di acqua viva.

9)      La vita è fatta di gioie e di dolori. Ed è normale, e non c’è bisogno di trovare sempre una spiegazione energetica o nascosta. Fa parte di tutti noi, della nostra vita, del nostro essere umani, e non dobbiamo temere di piangere o soffrire: le lacrime sono un regalo che ci è stato dato da Dio e che ci rende simili agli Angeli. Il nostro cuore ferito è il segno che siamo vivi e che sentiamo con tutto il nostro essere la vita e il suo fluire. Nessuno è felice sempre e nessuno è triste per sempre, ma possiamo scegliere mentalmente un estremo o l’altro. La strada più giusta, tuttavia, sta nel mezzo, con le sue prove e i suoi successi, i suoi momenti difficili e i suoi riscatti. Ci viene chiesto di appagarci con ogni esperienza perché essa porta con sé insegnamenti preziosi che nessuno potrà mai vivere al posto nostro ed è così che deve essere.

10)  Chi sa, non ha bisogno di parlare troppo. Si limita a condividere e offrire il suo appoggio, spiegando laddove qualcosa non sia chiaro ma accettando anche spiegazioni che sente sbagliate: gli altri hanno il diritto di seguire la loro strada, anche quando questa potrebbe portare direttamente nel burrone. Il nostro compito è quello di far ragionare ma mai di manipolare le menti: il Libero Arbitrio non ci è stato dato a caso e non ci è permesso violarlo con il nostro senso di onnipotenza. Dobbiamo essere umili e accettare le sconfitte, quando qualcuno ci allontana offendendoci e accusandoci di non valere niente. Alla fine, dopotutto, è così: se non ci fosse stato dato un Dono, probabilmente saremmo più ignoranti ed inutili del più misero dei miseri. Ogni tanto, dovremmo ricordarlo.

Dott.sa Paola Elena Ferri

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