Il Glaucoma – una chiave di lettura energetica.

Il glaucoma è un aumento della pressione interna dell’occhio che può coinvolgere anche il nervo ottico a volte in modo irreversibile arrivando perfino alla perdita della visione.

Il sintomo esprime una metafora molto semplice: la persona si sente bloccata, non libera, come fosse legata perché avverte di essere sotto pressione. Chi la mette in questo stato è qualcuno o qualcosa in particolare considerato un’autorità, cioè che esercita su di lei un potere di comando.

Normalmente questo è più prevedibile in un ambito lavorativo, laddove un capo molto esigente o insicuro potrebbe chiedere molto ai suoi collaboratori, oppure un momento di difficoltà del mercato, una crisi prolungata, uno scontro con un concorrente o l’introduzione di una nuova legge limitante. Tuttavia potrebbe manifestarsi anche nelle relazioni affettive nel caso in cui la relazione tra  i partner è molto sbilanciata ed uno dei due ha assunto un ruolo preminente e lo fa pesare in continuazione. Anche una relazione con un genitore potrebbe essere causa nel sentirsi troppo sotto pressione ancora una volta a causa di un genitore molto pretenzioso; lo è anche una situazione familiare complessa con più figure che si disputano ruoli di rilevanza mettendo in difficoltà il resto della famiglia. Infine potrebbe esserlo anche una situazione nella quale l’individuo non riesce e far valere la propria autorità, gli altri non obbediscono ai suoi dettami dimostrando, con i fatti, che chi comanda sono gli altri.

La persona affetta da glaucoma è molto stressata. La definizione di questa parola, secondo H. Selye che la coniò, è sindrome da adattamento, ovvero tutto ciò che mettiamo in atto per reagire ad un cambiamento proveniente dall’esterno. Se ci adattiamo riusciamo a ben gestire lo stress, in caso contrario lo subiamo e ne portiamo le conseguenze. Più attorno a noi si verificano cambiamenti più dobbiamo adattarci e siamo stressati: quindi se qualcuno cambia continuamente idea diventa una fonte infinita di stress per chi deve subire questo continuo cambiamento di idee e di umore.

Nella medicina ufficiale questo sintomo lo si cerca di tenere a bada in vari modi, ma è considerato irreversibile. Personalmente ho verificato più volte di persone che hanno ottenuto grandi risultati attraverso un semplice ma prolungato e ripetuto rilassamento psico-fisico, accompagnato da un lavoro interiore sulla propria autorità.

L’immagine della personalità di una persona sofferente di glaucoma è quella che ci offre il Manzoni quando parla di don Abbondio e lo paragona ad un vaso di terracotta in mezzo ai vasi di ferro. Non si tratta necessariamente di una persona debole, ma di qualcuno che si sente un po’ stritolato in qualche ambito della propria esistenza.

 

Esempi reali di persone affette da glaucoma.

Uomo di anni 50 circa, separato con un figlio. La relazione con la ex moglie  era particolarmente difficile, il dialogo inesistente avveniva attraverso gli avvocati e particolarmente pretenziosa, soprattutto da un punto di vista economico. Il figlio era anche stato messo contro il padre fino ad arrivare a non parlarsi più da anni.

Donna di circa 40 anni inserita in un famiglia che esibiva ruoli molto forti, determinati e precisi tale per cui il singolo individuo aveva solo la possibilità di adeguarsi al modo di comportarsi o uscire definitivamente dal gruppo. Il pensiero del singolo non veniva preso in considerazione se diverso dalla modalità espressa dalla famiglia.

Franco Bianchi

 

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