AUTISMO: UN DISTURBO IN CRESCITA

I sintomi prevalenti di questo disturbo neuropsichiatrico sono correlati al linguaggio, all’essere estraneo a ciò che sta accadendo attorno a sé e all’assenza di percezione del pericolo, che denota l’isolamento in cui il bambino vive. Vediamo se e come è possibile aiutare questi soggetti.

 

L’autismo è una forma particolare di relazionarsi con l’esterno e, pertanto, di costruirsi e vivere un mondo proprio individuale, come un’ulteriore realtà virtuale.

 

A volte, ma non sempre, è associato anche a cause organiche ed è riconoscibile da sintomi che rendono difficile la relazione del bambino con la comunicazione col mondo circostante: per questo tipicamente ci si accorge quando inizia il processo di verbalizzazione. I sintomi prevalenti sono, infatti, correlati al linguaggio, all’essere estraneo a ciò che sta accadendo attorno a sé e all’assenza di percezione del pericolo che denota l’isolamento in cui il bambino vive.
Il termine autismo inteso in senso moderno è stato utilizzato per la prima volta da Hans Asperger (1906-1980). In seguito si passò a indicare una specifica sindrome patologica nel 1943 a opera di Leo Kanner (1894-1981), che parlò di “autismo infantile precoce”. In effetti visto la molteplicità delle forme esistenti è più corretto parlare di sindrome autistica.

 

I sintomi più significativi:
– isolamento dal mondo esterno e rifiuto del contatto con gli altri (tanto al livello della voce come dello sguardo);
– disturbi di linguaggio che possono variare da una assenza totale della parola ad un eloquio incomprensibile, di fatto un soliloquio o un modo di parlare che fatica a sfociare in un dialogo o nemmeno è diretto ad alcuno;
autismo 3- carenza o assenza di interazione con gli altri;
– carenza o assenza di gioco simbolico;
– azioni stereotipate e ripetitive;
– rituali;
– timore ai cambiamenti e insistenza nel mantenere un’immobilità in tutto ciò che lo circonda.
In estrema sintesi si può affermare che l’autistico è una persona “che si è chiusa dentro di sé”, come se fosse terribilmente impaurito: di più, come se si sentisse non capito, apprezzato.

 

L’autismo visto in chiave energetica
In chiave energetica ed esaminando la mappa dei Chakra, questo sintomo è relazionato con il settimo, la corona, che è in collegamento con il rapporto con il padre, Dio e l’autorità.

 

Questi tre elementi sono correlati vicendevolmente: infatti Dio è la massima autorità, come lo è il padre biologico; Dio è anche il padre per eccellenza; il papà, da piccoli, rappresenta anche la figura di un dio agli occhi dei figli. Potremmo dire che sono tre parole che esprimono lo stesso concetto. Tuttavia a volte l’autorità in casa è la madre: quindi potrebbe trattarsi anche della relazione con questa figura parentale, ma solo in quanto autorità.
Qualora una di queste relazioni fosse vissuta dal bambino come non nutriente, non equilibrata, ecco che potrebbe avere come ripercussione quella di chiudersi in se stesso per proteggersi da una realtà percepita come pericolosa, dolorosa o perfino totalmente ingiustificata. La chiusura ermetica che l’autismo offre permette di non soffrire, di sopravvivere ad una realtà ostile tagliando ogni forma di comunicazione con esso. E’ come se il bambino si chiudesse dentro un cilindro di vetro da cui osserva il mondo, ma attraverso il quale non vi è modo di comunicare. Lui pensa siano gli altri a non esprimersi, mentre è lui che si è isolato.

 

Questa patologia potrebbe essere scatenata dalla percezione di un padre troppo presente, autoritario, il classico padre-padrone, addirittura violento, o dedito all’alcool o alle droghe; oppure, al contrario, un padre assente o addirittura prematuramente deceduto. Tutti aspetti che possono creare quelle basi di mancanza di amore e di sostegno che un genitore non dovrebbe far mai mancare al proprio figlio, che si viene a trovare isolato ad affrontare un mondo troppo pericoloso per lui, da far ricordare l’esempio di manzoniana memoria “un vaso di coccio in mezzo ai vasi di ferro”.

 

Come aiutare chi soffre di questo disturbo
Creare una comunicazione con una persona autistica è difficoltoso senza il suo permesso ed il suo aiuto. Sarebbe come cercare di aprire dall’esterno una robusta porta sigillata dall’interno ed il ricorso ad azioni forti potrebbe creare un’ulteriore chiusura o far scattare una reazione di maggior impenetrabilità, mentre un’azione di estrema dolcezza potrebbe risultare totalmente inefficace.

 

L’utilizzo della guarigione spirituale, ossia far ricorso a mezzi complementari, permette di aggirare i limiti dell’approccio allopatico, tenendo sempre presente che la necessità di collaborazione del paziente è indispensabile. Tuttavia una sorta di comunicazione tra spirito e spirito, ovvero effettuata ad altri e più profondi livelli di coscienza, permette di iniziare un difficile dialogo che altrimenti sarebbe compromesso, sperando di far cambiare idea al soggetto, fornendogli un’informazione relativa all’ambiente circostante molto più protettiva e amorevole. Un’errata percezione del grande cambiamento cui stiamo assistendo certamente non favorisce tout court ad un’apertura di credito verso un’umanità che appare disorientata, annaspante e cieca ed in lotta contro tutto e contro tutti.
Aprendo un varco in quella chiusura ferrea potremmo scoprire un’intelligenza viva e creativa del soggetto, molto più che normale e atta a produrre anche fenomeni curiosi tanto da etichettare alcuni individui come “idioti sapienti” ben descritti nella pellicola Rain man.

 

Qualche dato sulle cause
Infine qualche dato: questa patologia è in fortissima crescita, tale da allarmare. Se nel 1987 negli U.S.A. si registrava un caso ogni 10.000 bambini, oggi siamo scesi a 1 su 110.
Al momento, per capire quali sono le cause, si hanno solo ipotesi, più che altro suffragate da dati empirici e statistici. Una delle concause dell’insorgere del fenomeno è ricondotto ai vaccini, in particolare il trivalente (morbillo, parotite e rosolia). Questi medicamenti sono in parte sotto accusa anche nel nostro Paese, tanto che il tribunale di Milano con sentenza definitiva del 2014 ha stabilito un risarcimento ed un vitalizio ad un bambino autistico, stabilendo, di fatto, un legame di causa-effetto tra la somministrazione del vaccino e l’insorgere della patologia (in questo specifico caso si trattava di un vaccino esavalente).
Resta il grande aumento di autistici: forse solo un salto quantico della coscienza collettiva, cioè un Dio-autorità supremo che si porgerà come aiuto e supporto all’umanità, potrà debellare questa triste situazione ed invertire la tendenza a vantaggio di un maggior equilibrio generale.

 

Per saperne di più:
Sui vaccini come cause dell’autismo (in inglese), vedi: http://www.ageofautism.com/2011/02/new-medical-journal-review-vaccine-injury-is-a-documented-cause-of-autism.html#comments

 

Franco Bianchi

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